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Formazione 4.0: La vera sfida è saper scegliere!

Le Soft Skills (competenze trasversali) come elementi di supporto in questo difficile compito.

Viviamo un momento di grande cambiamento. Abbiamo abbandonato da qualche decennio l’era industriale dove venivano creati prodotti e generati servizi a soddisfacimento di bisogni evidenti e diffusi. Siamo entrati nell’era dell’ipercomunicazione, dove con un marketing esasperato si creano bisogni per poter successivamente far accettare servizi o prodotti di ambiguo e aleatorio soddisfacimento. Si usano leve non sempre etiche (panico, dolore, frustrazione, ecc..) per aumentare la percezione e la conseguente soluzione dei problemi (a volte inesistenti).

Il ritmo evolutivo è velocissimo e disorienta persone e aziende, qual è quindi quell’elemento, quello strumento, quel necessario sostegno che ci permette di colmare il gap di un’evoluzione iperbolica rispetto al nostro senso di staticità? La formazione attitudinale, cioè quel percorso di crescita personale e aziendale che si fonda sull’analisi scientifica delle proprie attitudini e dei propri limiti per ricercare la via più adeguata (e meno costosa in termini biologici e organizzativi) per raggiungere il successo in un mercato sempre più denso di conflitti rispetto alla sana competitività. Inutile quindi basarsi su elementi formativi esclusivamente motivazionali, ma è assolutamente più performante ricercare, nella consapevolezza delle proprie attitudini, la vera motivazione che non ritroviamo in stimoli esterni eclatanti bensì nella giusta sollecitazione di ciò che è già dentro di noi e che possiamo percepire e valorizzare senza generare inutili frustrazioni.

La formazione può essere affrontata sotto diversi aspetti, Vikyanna-SkillsEmpowerment ha scelto di puntare sull’individuo, proponendo corsi specifici mirati a far prendere coscienza di se stessi attraverso l’analisi delle proprie Soft skills, il potenziamento delle stesse e il riconoscimento delle criticità sulle quali è necessario lavorare. Essere consapevoli delle proprie difficoltà è sicuramente il primo passo per ricercare le opportune soluzioni così come, per poter individuare le adeguate vie evolutive dobbiamo essere in grado di scegliere. Le nostre scelte dipendono dalla nostra consapevolezza, maggiore è la consapevolezza di noi stessi, e migliore sarà la nostra scelta. E’ bellissimo che, oltre ad evidenziare i propri limiti, si possano scoprire i propri punti di forza che diverranno la ‘testa di ponte’ su cui costruire il percorso evolutivo che ci permetterà di migliorare in ogni ambito.

COSA SONO LE SOFT SKILLS? Competenze trasversali che ci caratterizzano come individui e che influenzano il modo in cui facciamo fronte, di volta in volta, alle richieste dell’ambiente che ci circonda, ad un compito da svolgere, al raggiungimento di un obiettivo. Sono il driver da utilizzare per interpretare al meglio un’attività. Si differenziano dalle Hard Skills, che sono invece, competenze tecniche che riguardano le procedure connesse al core business aziendale e/o personale.

In questo periodo, a livello internazionale, molte università si concentrano sulle competenze trasversali ne sono un esempio eclatante gli atenei tedeschi che hanno fatto della formazione universitaria esperienziale il loro cavallo di battaglia così apprezzato a livello mondiale, in Italia purtroppo siamo un po’ attardati in questo processo evolutivo e tant’è che tranne in pochi istituti (soprattutto superiori e post-universitari) viene mantenuta viva un’attività di studio tradizionale con scarso approccio all’attività pratica e operativa. Abbiamo oggi una necessità estrema di persone che entrino nel mondo del lavoro non solamente con ottime competenze (curriculum iperstratificati) bensì di figure molto più sbilanciate nell’ambito attitudinale (soprattutto nella capacità di prendere decisioni). Uno slogan opportuno sarebbe: ‘Competenza si, ma attitudine meglio’

Introducendoci ora ad analizzare il percorso formativo di Vikyanna- Skills Empowerment, una domanda nasce spontanea: QUALI SONO LE SOFT SKILLS DI MAGGIORE UTILIZZO?

Tra le altre è opportuno identificare il senso pratico, cioè la capacità di elaborare e attuare un piano operativo sul campo, utilizzando strumenti operativi.

Decision making : il saper scegliere tra un’ampia gamma di possibilità (stabilendo priorità) utilizzando diversi approcci decisionali, sapendo anche riflettere sulle conseguenze e sul risultato che la decisione produrrà.

Pensiero critico: interrogarsi su quanto avviene ed essere in grado di captare le informazioni lavorando alla crescita individuale e professionale, sia personale che di coloro che ci circondano.

Capacità di pianificare e organizzare: la capacità di realizzare idee, identificando obiettivi e priorità, tenendo conto del tempo a disposizione, pianificarne il successo organizzando le risorse.

La motivazione: la capacità di automotivarsi e motivare gli altri grazie all’energia e all’entusiasmo cioè mostrare passione e dinamismo nelle attività svolte, trasmettendo il coraggio di affrontare situazioni nuove, inaspettate e sconosciute con proattività, reagendo agli eventi in maniera consapevole e responsabile non lasciandoci condizionare dalle circostanze esterne, dimostrando un atteggiamento misurato e positivo.

L’intraprendenza e lo spirito d’iniziativa, la capacità di sviluppare idee e saperle organizzare in progetti per i quali si persegue la realizzazione, correndo anche dei rischi per riuscirci.

L’interesse e la curiosità nell’acquisire nuove conoscenze al fine di promuovere la crescita del proprio bagaglio di sapere e di esperienze dimostrando curiosità e apertura al nuovo.

L’autonomia come capacità di svolgere i compiti assegnati, facendo ricorso alle proprie risorse, senza il bisogno di una costante supervisione, capacità spesso associata ad una buona fiducia in se stessi, ovvero la consapevolezza del proprio valore, delle propria competenza e delle proprie idee al di là delle opinioni degli altri.

La flessibilità, il sapersi adattare a contesti mutevoli, aperti alle novità e disponibili a collaborare con persone con punti di vista anche diversi dal proprio, per poter far parte di un team work con il desiderio di costruire relazioni positive tese al raggiungimento del compito assegnato e, grazie alla creatività, elaborare soluzioni, approcci innovativi e il pensare fuori dal coro.

La capacità comunicativa, volta a trasmettere e condividere in maniera chiara e sintetica idee e informazioni con tutti i propri interlocutori, di confrontarsi con loro efficacemente, e il public speaking che prevede anche l’abilità di condurre delle prestazioni efficaci in pubblico, capacità che non possono prescindere dall’abilità di ascolto, di prestare attenzione al proprio interlocutore, ascoltarlo, comprendere le sue esigenze e ciò che intende esprimere, e grazie all’empatia troveremo punti di contatto e di dialogo condivisi.

Affidabilità, sensibilità e discrezione, attraverso un atteggiamento onesto, integro e la capacità di mettersi in relazione in contesti delicati e difficili ci permetteràdi guadagnare la fiducia di coloro che ci circondano.  Non dimentichiamo l’orientamento al cliente, skill fondamentale per poter cogliere i bisogni dello stesso ed essere in grado di offrire la risposta più appropriata, gestendo eventuali problematiche in maniera pacata ed educata e la gestione dei conflittinella fase iniziale, senza temere di chiamarli con il proprio nome ma al tempo stesso con la consapevolezza che non tutti i conflitti possono essere risolti.

L’orientamento ai risultati, l’interesse a lavorare bene e a misurarsi con standard d’eccellenza, standard che può essere soggettivo, inteso come impegno costante a migliorare la propria performance, oppure oggettivo, come impegno a raggiungere gli obiettivi assegnati e se possibile superarli, nei tempi prestabiliti. La

Leadership e la Followship, la prima si riferisce all’innata capacità di trascinare gli altri verso mete e obiettivi ambiziosi, creando consenso e fiducia, mentre la seconda, altrettanto importante, è l’attitudine a seguire il leader, mantenendo attenzione e spirito d’iniziativa al fine di stimolarlo. Il rispetto delle regole e dei ruoli, riconoscere e capire le politiche e la struttura dell’organizzazione, riconoscere e applicare i ruoli lavorativi, i diritti e doveri sul posto di lavoro, le richieste e le aspettative.

Autocontrollo; la capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di evitare comportamenti negativi di fonte all’opposizione ed alla ostilità degli altri e in situazioni di lavoro emotive stressanti, poiché anche la resistenza allo stress fa parte delle soft skills, il saper reagire positivamente alla pressione lavorativa mantenendo il controllo e rimanendo focalizzati sulle priorità senza trasferire sugli altri le proprie eventuali tensioni. Infine, ma non per ordine di importanza, l’etica professionale la volontà di far propria una serie di regole, più o meno implicite, per svolgere una professione nel miglior modo possibile e nel rispetto delle leggi, dei colleghi e dei clienti.

Aver individuato le skills (attitudini acquisite) ci permette di ottimizzare ogni processo operativo in quanto l’attitudine da utilizzare è l’elemento che focalizza il nostro ‘fare’ è come se fosse il mirino di precisione che ci permette di individuare perfettamente il bersaglio. Se sappiamo esattamente qual è l’attitudine da utilizzare per sviluppare una determinata azione il nostro comportamento si adeguerà alla stessa. Ovviamente per ottimizzare questo processo è fondamentale conoscere la nostra personalità che è appunto l’origine di come ci comportiamo. Il tema della personalità è da sempre molto dibattuto e soprattutto negli ultimi decenni si nono susseguite svariate (e sempre più evolute) teorie. Tra le più affidabili e performante VA SE ha individuato e ha deciso di utilizzare the Big FiveTheory che prendendo origine dalle teorie di Mc Rae e Costa si basa su 5 fattori identificativi della personalità di ogni essere umano.

Tramite il contributo del Centro Universitario Intenzionale e specificatamente del Prof. Demetrio Macheda si son ottenuti degli esiti personalizzati del test base: abbiamo infatti la possibilità di indagare l’ambito personale, imprenditoriale, commerciale e sportivo. Come detto, il modo in cui tendiamo a comportarci ha una doppia valenza, da una parte è un potente indicatore di come il mondo esterno ci vive e ci vede e dall’altra parte è la cartina al torna sole di quello che è il condensamento delle nostre emozioni del nostro stile di vita: l’espressione della nostra essenza. Il passaggio successivo, quindi, è indagare dove risiede questa essenza? Come possiamo connotarla e se è possibile modificarla. Tutto questo è presente nel nostro cervello. Vikyanna Skills Empowerment ha deciso di affidarsi ad un ulteriore partner per approfondire questa tematica e generare quel tassello fondamentale per concludere un puzzle tanto unico quanto efficace nell’ambito formativo, STRUCTOGRAM™ ITALIA è l’azienda di formazione che ha condiviso questo percorso (nella sua parte finale) e ci permette, tramite un test comportamentale, di risalire al temperamento delle persone, basandosi sulla teoria del cervello tripartito evidenziata da Mc Lean nell’immediato dopoguerra ed evoluta ai giorni d’oggi come un potentissimo strumento formativo.

A questo punto, riepilogando il percorso, si ha l’evidenza chiara di come attraverso l’individuazione delle corrette attitudini da esaminare, analizzando la nostra personalità e individuando la nostra biostruttura possiamo detenere, non solo l’evidenza di ciò che siamo,  bensì quali siano gli ambiti in cui meglio performiamo e soprattutto il costo biologico da affrontare per colmare le nostre eventuali lacune in specifici ambiti, scegliendo se impegnarci a superare i nostri limiti o compensare le lacune coinvolgendo nei nostri processi decisionali e imprenditoriali figure specifiche che compensano le nostre mancanze.

Questa è la base necessaria per affrontare poi qualsiasi altri tipo di approfondimento formativo, come ad esempio, leadership, comunicazione, modelli di vendita, marketing evoluto, rilancio commerciale imprenditoriale, ecc…che sono alcune delle proposte formative presenti all’interno di Vikyanna-Skills Empowerment.

Quindi prima analizzo, individuo, accetto e valido chi sono io, di seguito decido se attuare potenziamenti formativi specifici per essere certo di aver acquisito la più potente delle armi a disposizione di ciascun essere umano cioè: la capacità di scelta.

E’ evidente che questo tipo di formazione è usufruibile in molti ambiti perché altamente personalizzabile.  Infatti ad oggi, gli ambiti formativi in cui pera Vikyanna-Skills Empowerment sono:

Personal: dove solitamente si identificano figure professionali evolute come top Manager o Membri di CDA in quanto persone già strutturate nell’ambito del processo operativo e che invece potrebbero necessitare di un potenziamento della loro competenza relazionale.

Sport: Oltre agli atleti possono essere integrati in questo ambito figure sportive manageriali e intere società sportive.

Imprenditore: Figura di grande rilievo nel percorso sopra descritto perché si deve considerare che la maggior parte delle aziende italiane è polverizzata all’interno della struttura delle micro e piccole aziende, molte volte incontriamo imprenditori molto evoluti nell’ambito dei processi produttivi e scarsamente preparati nell’ambito della gestione del personale e sviluppo commerciale della loro azienda.

Commercial: questo ambito è sicuramente il focus per Vikyanna-Skills Empowermentperché da sempre ci si è concentrati nel trasmettere a chiunque il motto: “E’ importantissimo creare prodotti e servizi ottimi, ma, oggi è fondamentale saperli vendere”; di conseguenza cerchiamo di innescare questo nuovo metodo di approccio per rilanciare e potenziare la competenza commerciale sia del singolo che dell’impresa.

La sfida è lanciata, Vikyanna-Skills Empowerment l’ha accettata, e tu?

 Stefano Pigolotti

Articolo pubblicato sul numero di Aprile 2018 della rivista AZ Franchising