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Pensiero laterale: ecco cosa devi sapere

Tra le soft skills più richieste nel mercato del lavoro e più utili ad affrontare serenamente le sfide quotidiane, il primo posto va senz’altro assegnato alla capacità di problem solving. Contrariamente a quanto si crede, non si tratta semplicemente di trovare la soluzione ad un enigma. Piuttosto possiamo definirlo come uno sforzo creativo, che ci porta a ragionare con aspetti diversi dell’intelligenza e ad individuare strade alternative, utilizzando il pensiero laterale.

 

Cos’è il pensiero laterale e a cosa serve

Il pensiero laterale si esercita ogni volta che si cerca di risolvere un problema osservandolo da diversi punti di vista. Il modo tradizionale di ragionare, infatti, partirebbe dalle considerazioni più ovvie per procedere sequenzialmente alla soluzione diretta del problema. Pensando lateralmente, invece, ci si discosta da questo percorso, partendo da angolazioni alternative e individuando più soluzioni tra le quali scegliere.

Col pensiero laterale, il cervello costruisce delle mappe creative collegando le conoscenze che già possiede con le intuizioni del momento, e strutturandole in una catena (la capacità di previsione).

Potremmo dire che le mappe creative sono tridimensionali, perché i legami tra le informazioni non si costruiscono solo sul piano logico, ma anche sul piano emotivo. La persona cioè mette in gioco sia la sua intelligenza razionale che quella empatica, immedesimandosi nella situazione problematica e scovando dei percorsi per ribaltarla.

 

Sono Stefano Pigolotti, e nella mia esperienza come mental coach ho constatato che ognuno di noi può riuscire ad individuare numerose vie d’uscita ad uno stesso problema: dipende dalla creatività che siamo in grado di esprimere, cioè da quante strade siamo capaci di disegnare nella nostra mappa creativa.

 

Problem solving e preparazione mentale

Seguendo i suggerimenti di un mental coach, potrai maturare le basi del pensiero laterale e dimostrare che, come spiego nel mio manuale romanzato, Il tuo destino è sbocciare anche nelle situazioni quotidiane più spinose. La preparazione mentale infatti allena le tre colonne portanti della capacità di problem solving:

  1. Obiettivi: le mappe creative possono essere molto complesse da gestire, dunque è fondamentale non perdere di vista la meta finale; con la giusta preparazione mentale potrai individuare il tuo scopo e farne la tua stella polare quando non sai che strada prendere.
  2. Motivazione: quello del problem solving è un terreno scivoloso, e quando ti ci avventuri è importante avere radici salde per evitare di cadere; col mental coach imparerai a mantenere alto il tuo livello di attenzione anche nelle circostanze più stressanti, e svilupperai quella grinta che ti permetterà di non retrocedere di un millimetro di fronte ai problemi.
  3. Consapevolezza: quando devi trovare una soluzione o scegliere tra diverse opzioni, è importante saper misurare la grandezza dell’ostacolo da affrontare, ed essere sicuri delle proprie risorse; il percorso del mental coaching ti porta a scoprire i punti di forza su cui puoi far leva per superare un ostacolo, ma soprattutto ad abbattere barriere e schemi che ti sono imposti dall’esterno (i “falsi problemi”).

Per questo nel mio programma di mental coaching firmato Stefano Pigolotti ho scelto di dare molto rilievo a quella che io chiamo forza consapevole. È la forza che riesci ad esercitare quando conosci le tue potenzialità e hai imparato a usarle strategicamente nei momenti difficili. Una forza che ti rende creativo di fronte ai problemi. Sii te stesso al meglio e, quando un enigma sembrerà non avere via d’uscita, sarai tu ad aprirne una!

 

Stefano Pigolotti

 

 

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