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Come combattere l’insicurezza

L’insicurezza è un fardello piuttosto pesante. Può arrivare a livelli di guardia: può limitare o addirittura bloccare quindi impedire al potenziale di esprimersi e far avvertire un costante malessere.

Cos’è? Un disagio, uno stato d’animo che ci fa sentire incapaci di compiere una scelta, inadeguati rispetto al contesto, divorati dai dubbi, non all’altezza di un ruolo.

Nasce dalla mancanza di fiducia in se stessi e nello stesso tempo la alimenta.

 

Delineato cos’è voglio però subito farne una “questione di quantità”. È il livello, a rendere l’insicurezza qualcosa da affrontare e superare.

Cito a questo proposito Robert Hughes:

“Più è grande il tuo potenziale, più sarà grande la tua insicurezza. La presunzione è il premio di consolazione dei mediocri.”

Le persone molto intelligenti e abili, non sono mai <troppo sicure>. Il dubbio? Lo coltivano. Sanno che possono sbagliare, che hanno sempre da imparare, che possono non conoscere la risposta giusta. Sono dotati di un’insicurezza sana.

L’insicurezza sana e positiva è quella che fa riflettere e crescere sulla base di un costante principio di umiltà. L’insicurezza negativa è quella, appunto, che ha radici in una scarsa autostima, in un rapporto traballante con se stessi, le proprie possibilità, le proprie competenze, le proprie qualità.

 

Analizziamo innanzi tutto da cosa può derivare, l’insicurezza:

1)una delle cause può affondare nel passato quindi nei condizionamenti educativi e culturali;

2)un’altra causa frequente è una forte esperienza negativa: la fine di una relazione affettiva, un fallimento lavorativo, una grossa delusione personale;

3)un’altra ancora è l’eccessiva sensibilità al giudizio degli altri che, nella società dei like e della popolarità spicciola, alimenta la paura di non essere abbastanza conformi ai modelli, il bisogno di conferme, l’indecisione perenne.

 

In ogni caso l’insicurezza è legata alla percezione di essere diversi da ciò che riteniamo un riferimento di perfezione, di successo, di persona risoluta, apprezzabile e ammirata secondo il nostro modello mentale.

Crediamo di non essere abbastanza o di non meritare abbastanza.

 

Non ho messo a punto un metodo Stefano Pigolotti, per combattere l’insicurezza.

Credo però fermamente, come conferma la mia pratica di coaching, che si riesca a fare tantissimo per riconciliarsi con la fiducia e tenere a bada l’insicurezza negativa.

La prima cosa da fare è non negarla. Per limarne l’eccesso, l’insicurezza bisogna guardarla negli occhi, benevolmente. Dobbiamo imparare a conoscere i pensieri che ci limitano e che ci frustrano. Dobbiamo imparare a riconoscere il nostro valore. Non siamo né tutti sbagliati né tutti giusti.

Non possiamo essere bravi in tutto, abbiamo oggettivamente delle carenze, non possiamo oltrepassare qualsiasi confine ma abbiamo anche doti e risorse. Questo è un passaggio di consapevolezza importante: abbiamo punti di forza e punti di debolezza, abbiamo pregi e difetti, abbiamo caratteri che ci rendono unici.

Cosa scegliamo dunque come seconda cosa?

Di lavorare su noi stessi. Di dialogare, anche con le insicurezze.

E questo significa, poco alla volta, smontarle, attenuarle o trasformarle.

In questa fase può aiutare tutto.

Dalla razionalizzazione, che ci porta a capire che stiamo magari nutrendo un’insicurezza del tutto ingiustificata nella realtà, fino all’autoironia, chiave che ci fa giocare con noi stessi e quindi allenta la tensione delle prove di vita, sport e lavoro che fanno montare la nostra insicurezza.

 

Come combatterla in pratica?

  1. Ricordando e prendendo nota dei successi. Di ciò che ci è andato bene quando abbiamo superato la resistenza dell’insicurezza, di ciò che siamo stati capaci di fare e ottenere, di ciò che di noi ci viene fatto notare di buono da amici, parenti, colleghi.
  2. Mettendo sulla bilancia la conseguenza migliore e quella peggiore che può derivare dalla scelta di fronte alla quale siamo insicuri. Spesso è così immediato ed evidente che non può succedere nulla di tanto grave o che può capitare qualcosa di meraviglioso che, almeno in questi casi, ci riesce subito un bel salto decisivo.
  3. Quando rischiamo di concentrarci sulle nostre peggiori caratteristiche dobbiamo correre a contrapporre le nostre buone qualità. Focalizzarsi sulle chances e sulle risorse personali affievolisce la carica dei freni.
  4. Concedersi una pacca sulle spalle a ogni risultato positivo. Questo vuol dire rafforzare autostima e motivazione.
  5. Smetterla di paragonarsi agli altri. Nessuno può eccellere se non sta bene con se stesso. Non dobbiamo essere migliori degli altri ma la miglior versione possibile di noi stessi.
  6. Darsi obiettivi a brevissimo termine, piccoli e prontamente verificabili. Ogni bersaglio che riusciamo a centrare ci aiuta a riconciliarci con la fiducia in noi stessi.

 

Non bisogna sostituire l’insicurezza con la sicurezza ma dare all’insicurezza la spallata giusta al momento giusto.

Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno?

Gli insicuri hanno un vantaggio: possono essere stimolati ogni giorno a migliorarsi, ad accrescere competenze, ad affinare conoscere, ad accumulare virtù!

 

 

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